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lunedì 29 novembre 2010

Il mio nome è Khan

di Paolo Massa

Ci sono film sinceri che non fanno sconti a niente e nessuno e film costruiti a tavolino al solo scopo di propagandare una certa idea del mondo. Il mio nome è Khan, diretto dal regista Karan Johar, fa parte della seconda categoria nonostante tutte le buone intenzioni che di certo hanno motivato produttori e sceneggiatori. Peccato perché le tematiche trattate non sono roba da poco, soprattutto in un paese come gli Stati Uniti dove gli immigrati vivono sulla loro pelle ben altro che quel sogno americano troppo spesso sbandierato come certezza.

Ne sa qualcosa il musulmano Khan, interpretato da un bravo Shah Rukh Khan, che affetto dalla sindrome di Asperger (una forma lieve di autismo) non riesce a rapportarsi spontaneamente con le altre persone. Morta la madre, raggiunge il fratello in America dove incontrerà una bellissima ragazza, Mandira (Kajol), madre single di religione induista che riuscirà a ricambiare l'amore di quest'uomo un po' imbranato, spesso con le idee troppo chiare soprattutto in fatto di matrimonio, ma con un cuore grande come una casa.

I due si innamoreranno e si sposeranno contro tutti i pronostici degli spettatori (si fa per dire, ovviamente) ma arriverà lo squarcio dell'11 settembre nel cielo di Manhattan a strappare il sogno di felicità costruito dai due sposini. Tutto quello che può andare male va anche peggio, dando la sensazione che il regista voglia dipingere il peggiore sfondo possibile per ambientare il messaggio di speranza di Khan, che vorrà a tutti i costi parlare con il Presidente degli Stati Uniti per dirgli che non è un terrorista.

Non ne sveliamo la ragione per evitare ulteriori ricadute su una sceneggiatura già di per sé troppo prevedibile, farcita all'inverosimile di buonismo e sentimentalismo, con una colonna sonora a volte davvero debordante che cerca di aggiungere laddove ci sarebbe da tagliare. "Ci sono le persone buone e le persone cattive", dice la madre al piccolo Khan. Ci verrebbe da dire, parafrasando gli sceneggiatori: "Ci sono film buoni e film cattivi". Tutto qui.

Voto **