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martedì 13 luglio 2010

Libertà di stampa, di Mark Twain

di Mark Twain
L'omicidio è proibito sia formalmente che di fatto, la libertà di parola è garantita nella forma, ma è proibita di fatto. Per l'opinione comune sono crimini entrambi, tenuti in grande spregio da tutti i popoli civili. L'omicidio è a volte punito, la libertà di parola lo è sempre - quando viene esercitata. Il che è raro.

Di regola la nostra autostima ha la sua fonte in un unico posto - uno solo - e in nessun altro luogo: nell'approvazione degli altri.

Non facciamo altro che sentire, e l'abbiamo confuso col pensare. E da tutto ciò non si ottiene che un aggregato che consideriamo una benedizione. Il suo nome è Opinione Pubblica.

La fattoria degli animali, di George Orwell

di George Orwell
L'uomo è la sola creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l'aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il signore di tutti gli animali.

TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' EGUALI DEGLI ALTRI.

L'ultima notizia, di M. Gaggi e M. Bardazzi

di Massimo Gaggi e Marco Bardazzi
Non vengono più chiamati semplicemente "giornalisti", ma MoJo, un acronimo che sta per mobile journalist. Da loro ci si aspettano non solo articoli, ma foto e video - montati sul telefonino grazie a un semplice software - che possono venir pubblicati direttamente sul sito web dal cronista che è in strada.

di Max Frisch
La tecnologia è l'abilità di organizzare il mondo in modo tale che non dobbiamo farne esperienza.

The Post-American World, by F. Zakaria

di Fareed Zakaria
When people in Asia or Africa criticize the West, they are often using arguments that were developed in London, Paris, or New York. Osama Bin Laden's critique of America in a September 2007 video tape - which included references to Noam Chomsky, inequality, the mortgage crisis, and global warming - could have been penned by a left-wing academic at Berkeley.

China needs the American market to sell its goods; the United States needs China to finance its debt - it's globalization's equivalent of the nuclear age's Mutual Assured Destruction.

While the American system is too lax on rigor and memorization - whether in math or poetry - it is much better at developing the critical faculties of the mind, which is what you need to succeed in life. Other educational systems teach you to take tests; the American system teaches you to think.

Ti racconto un film, di R. Escobar e E. Cozzi

di Federico Fellini
Il mestiere di regista è un modo di fare concorrenza al padreterno. Nessun altro mestiere consente di creare un mondo che assomiglia così da vicino a quello che conosci, ma anche ad altri sconosciuti, paralleli, concentrici.

di Alfred Hitchcock
Nel documentario è Dio il regista, quello che ha creato il materiale di base. Nel film di finzione è il regista che è un dio, deve creare la vita.

di Pier Paolo Pasolini
La morte compie un fulgido montaggio della nostra vita: ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo. Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci. Il montaggio opera dunque sul materiale del film quello che la morte opera sulla vita.

La solitudine del maratoneta, di Alan Sillitoe

di Alan Sillitoe
Solo gli stupidi leggono libri, perché hanno tanto da imparare.

E se qualcuno di voi vuol sapere come si corre, si ricordi di non avere mai fretta, e di non lasciare mai che nessuno degli altri corridori capisca che si ha fretta anche se è vero. (...) Perché, vedete, io non gareggio mai; io corro soltanto, e in qualche modo so che se dimentico la gara e mi limito a tenere un buon passo finché non so più che sto correndo, vinco sempre.

Erano anni che mangiava da solo, ma non era ancora abituato alla solitudine. Non riusciva a farci il callo, vi si era adattato solo provvisoriamente nella speranza che un giorno il suo incantesimo si sarebbe rotto.

Sono nato spacciato. Me lo ripeto in continuazione. Tutti sono spacciati, rispondo. E' vero, ribadisco, ma quasi nessuno se ne accorge come sto cominciando a fare io, ed è un peccato che io l'abbia finalmente compreso quando non ci potevo fare più niente, e quando era troppo tardi, perdio, per cavarne qualcosa di buono.

Lezioni americane, di Italo Calvino

di Italo Calvino
Certo la letteratura non sarebbe mai esistita se una parte degli esseri umani non fosse stata incline a una forte introversione, a una scontentezza per il mondo com'è, a un dimenticarsi delle ore e dei giorni fissando lo sguardo sull'immobilità delle parole mute.

Mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un'intolleranza per il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragioni d'insoddisfazione di cui posso rendermi conto. La letteratura - dico la letteratura che risponde a queste esigenze - è la Terra Promessa in cui il linguaggio diventa quello che veramente dovrebbe essere.

Magari fosse possibile un'opera concepita al di fuori del self, un'opera che ci permettesse d'uscire dalla prospettiva limitata d'un io individuale, non solo per entrare in altri io simili al nostro, ma per far parlare ciò che non ha parola, l'uccello che si posa sulla grondaia, l'abero in primavera e l'albero in autunno, la pietra, il cemento, la plastica...

martedì 4 maggio 2010

Il giovane Salinger

Cosa può spingere uno scrittore di successo a ritirarsi dalle luci della ribalta, a soli 46 anni, senza più farsi vedere e sentire fino alla morte? Cosa sarà mai passato nella mente di quell'uomo, che con un solo romanzo riuscì ad imporsi tra i capisaldi della letteratura americana insieme a Mark Twain e Francis Scott Fitzgerald? Stiamo parlando di J.D. Salinger, autore di uno dei libri più amati da generazioni di lettori in giro per il mondo, quel Giovane Holden (The Catcher in the Rye nella versione originale) ancora sulla bocca di tanti aspiranti scrittori desiderosi di scrivere come solo Salinger sapeva scrivere.

A 91 anni ci ha lasciato con un dubbio: in tutti questi anni di isolamento avrà scritto qualche altro romanzo? Molti se lo stanno chiedendo, e le ipotesi sono le più varie. C'è chi pensa che Salinger non abbia scritto nemmeno una riga, chi invece teme che lo scrittore abbia deciso di bruciare tutto prima di morire, e chi addirittura ipotizza uno scenario alla Shining. Vi ricordate cosa faceva Jack Nicholson/Jack Torrance nel film diretto da Stanley Kubrick? Scriveva sempre la stessa frase su quel suo foglio bianco. Ipotesi forse troppo fantasiosa, magari utile ad alleviare la voglia irrefrenabile di stringere tra le mani una nuova opera di Salinger nella speranza, prima o poi, che da qualche cassetto impolverato esca fuori.

Per consolarci basterebbe anche solo riaprire le pagine di quel The Catcher in the Rye pubblicato nel 1951, con un giovane Holden Caulfield a narrare in prima persona le sue disavventure scolastiche e non, alla ricerca di un proprio spazio nel mondo. E fu subito bestseller, grazie ad una comprensione dell'universo adolescenziale che ne rese la lettura quasi un immancabile rito di passaggio.

I critici elogiarono ancor di più i Nove racconti, pubblicati nel 1953, perfetti nel catturare i dialoghi della gente comune. Lo scrittore, infatti, sapeva far parlare i suoi protagonisti così come avrebbero parlato nella realtà di tutti i giorni. Forse per questo Dave Eggers ha ammesso di servirsi degli scritti di Salinger per mostrare ai propri studenti quanto sia importante cosa dicono i personaggi, e ancor di più come lo dicono.

«C'è una meravigliosa pace nel non pubblicare, pubblicare è una fastidiosa invasione della mia privacy - disse Salinger a un reporter - Mi piace scrivere, adoro scrivere. Ma scrivo solo per me stesso». Visse così per oltre cinquant'anni nel suo rifugio all'ombra del mondo, tra le campagne di Cornish nel New Hampshire. Nell'autunno del 1953 fece amicizia con alcuni ragazzi e permise loro di intervistarlo per un articolo che lui pensava sarebbe stato relegato nelle pagine interne del giornale locale The Claremont Daily Eagle: l'articolo apparve però nella pagina degli editoriali e, sentendosi imbrogliato, tagliò i contatti con quei ragazzi.

Un po' come fece con i suoi lettori, orfani per mezzo secolo del loro migliore amico e scrittore, di quella razza che vorresti poter «chiamare al telefono tutte le volte che ti gira». «Grazie a Dio è finalmente morto. Stavo aspettando questo giorno da sempre. Stasera si festeggia», ha scritto invece lo scrittore Bret Easton Ellis su Twitter, volendo a modo suo rendere omaggio ad un autore tanto amato quanto odiato, e mai ignorato. A maggior ragione dopo la morte. Riposa in pace giovane Salinger.

domenica 14 marzo 2010

25 years old

May you grow up to be righteous

May you grow up to be true,

May you always know the truth

and see the lights surrounding you.

May you always be courageous,

Stand upright and be strong,

May you stay forever young.

giovedì 4 febbraio 2010

L'affaire Moro, di Leonardo Sciascia

di Leonardo Sciascia
E' il 25 aprile: giorno in cui si celebra la liberazione dal nazifascismo
. La marea della retorica sale. La Resistenza al nazi-fascismo, valore indistruttibile quanto il rispetto della Democrazia Cristiana ad Aldo Moro, viene invocata e trasposta come resistenza alle trattative per salvare la vita di Moro. Il guaio è che quella Resistenza è un valore indistruttibile anche per le Brigate rosse: credono di esserne i figli, di continuarla o di ripeterla.

di
Aldo Moro
Possibile che siate tutti d'accordo nel volere la mia morte per una presunta ragione di Stato che qualcuno lividamente vi suggerisce, quasi a soluzione di tutti i problemi del Paese?

Muoio, se così deciderà il mio partito, nella pienezza della mia fede cristiana e nell'amore immenso per una famiglia esemplare che io adoro e spero di vigilare dall'alto dei cieli.

Saper vivere non basta per saper cantare


Ma dall'angolo della finestra la luna si è spostata, come la vita che passa o che l'abbiamo passata, così tanto per vivere senza farci del male, ma saper vivere non basta per saper cantare

domenica 17 gennaio 2010

mercoledì 13 gennaio 2010

domenica 10 gennaio 2010

Se per qualcuno è calato il sipario


"Se per qualcuno è calato il sipario e la vita ha detto di no, il ricordo consola il mio tempo proprio adesso che tempo non ho"

martedì 5 gennaio 2010

Outlet Italia, di Aldo Cazzullo

di Aldo Cazzullo
(...) l'antitesi classica tra essere e avere è stata felicemente risolta; cosa abbia prevalso, è evidente. Si è quel che si ha.

La nuova Tangentopoli è il politico azionista dell'impresa appaltatrice, dell'albergo finanziato dallo Stato, della clinica convenzionata con la regione.

E poi qual è il popolo europeo che non si ritiene superiore agli altri? Forse solo noi italiani, che abbiamo una pessima idea complessiva di noi stessi e un'ottima concezione del singolo individuo, inevitabilmente più furbo e quindi destinato a fregare genti più strutturate, meglio organizzate ma in definitiva più fesse.

domenica 3 gennaio 2010