sabato 23 febbraio 2008

Il giovanilismo programmatico di Walter

Veltroni aggiunge ai «soldi in tasca» il tema dei giovani, il richiamo del giovanilismo. (...) il giovanilismo lo fa incappare nella sconsiderata promessa di «creare 100 campus (universitari) entro il 2010». Si vede proprio che in questa materia il Nostro «non mastica». Noi di università fasulle, puramente cartacee, ne abbiamo già troppe: un proliferare che si risolve nel creare un vergognoso diplomificio e il dilagare di docenti clientelari. E Veltroni si rende conto del costo? Perché anche le schifezze costano e sono voraci.

Giovanni Sartori

Disoccupati intellettuali

(...) nei call center ci sono tanti giovani con le classiche lauree deboli, giurisprudenza, lettere, scienza della comunicazione che non trovano uno sbocco e ripiegano su lavori non graditi. (...) Come riferisce la ricerca Excelsior del ministero del Lavoro le aziende cercano altri tipi di lauree e infatti assumono molti immigrati stranieri anche per lavori specializzati, con un elevato know how. In altre parole, il precariato non è colpa del tipo di lavoro o di contratto ma delle qualifiche e competenze che uno ha o non ha. Manca in Italia una cultura dell' orientamento del lavoro, ci si iscrive all' università per seguire l'amico, la fidanzata, senza pensare allo sbocco professionale... E il disoccupato intellettuale può rimanerlo più a lungo perché sono più alte le aspettative di carriera. Senza sottovalutare la pessima qualità della formazione universitaria.

Michele Tiraboschi

Fatevi sotto, studenti d'Europa

Cosa ne pensano gli studenti universitari dell’Unione Europea? O meglio, come la vorrebbero? Sarà possibile capirlo, almeno in parte, grazie al concorso “Europa e Giovani 2008” indetto dall’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia (Irse), che permetterà agli universitari (con meno di 27 anni) di tutta Europa - oltre che agli studenti delle medie superiori, inferiori e delle elementari – di cimentarsi nella stesura di elaborati originali su tematiche “europee”. Gli scritti, che per gli universitari e i neolaureati non dovranno superare i 20.000 caratteri (spazi inclusi), potranno essere inviati entro e non oltre il 22 marzo 2008 presso la sede dell’Irse a Pordenone (per maggiori informazioni consultare il sito http://www.culturacdspn.it/). Diverse le tracce proposte: dall’E-government alla ricerca scientifica comunitaria, dalle radici storiche dell’Unione alla vita dei lavoratori precari europei, fino alle differenze tra le università dei singoli stati membri. In palio premi in denaro da un minimo di 300 a un massimo di 600 euro. Che aspettate, allora? Fatevi sotto, studenti d’Europa.

venerdì 22 febbraio 2008

COUS COUS, un'esplosione di vita

Il nuovo film di Abdel Kechice, “Cous Cous”, non è dei più corti, anzi. Dura la bellezza di 151 minuti, ma li vale dall’inizio alla fine proprio tutti. Per chi non avesse visto la precedente pellicola – “La schivata” - del regista tunisino, “Cous Cous” sarà una gustosa rivelazione. Ispirandosi alla figura di suo padre, che avrebbe dovuto anche interpretare il ruolo del protagonista se non fosse morto prima delle riprese, Kechice ci racconta la storia di Slimane, un arabo sessantenne immigrato nella cittadina francese di Sète, vicino Marsiglia, dove lavora (con scarsi risultati, vista l’età) nel cantiere navale del porto. Di lì a poco, l’anziano operaio, vedendosi ridurre le ore lavorative, deciderà di licenziarsi per cominciare a sognare ad occhi aperti (ma non troppo) nella speranza di realizzare, con i soldi della liquidazione, un progetto molto particolare. Aprire un ristorante su una vecchia barca in demolizione, per offrire ai futuri clienti la specialità che tanto bene sa cucinare l’ex moglie, e madre dei suoi numerosi figli: il cuscus, naturalmente. Come andrà a finire l’impresa del vecchio maghrebino, sostenuto in questa avventura da un’adorabile ragazza, figlia della sua nuova compagna, interpretata magistralmente da un’affascinante Hafsia Herzi? Ecco un motivo, dunque, per non lasciarsi sfuggire al cinema questo autentico capolavoro di Abdel Kechice, impreziosito da sequenze capaci di immortalare su pellicola l’essenza della vita, fatta di sogni, speranze e delusioni. E una narrazione che si evolve in un crescendo di azioni, dialoghi e tensioni familiari che ci fanno sentire parte integrante della grande famiglia di Slimane. Con un finale memorabile, e non solo per l’indimenticabile danza del ventre della bella e brava Hafsa Herzi.

Ma quale moratoria?

La lista elettorale per la «moratoria dell’aborto » di Giuliano Ferrara —che pur sa ben distinguere fra peccato e reato — rischia di confondere la condanna dell’«aborto di Stato», in Cina, in India, nella Corea del Nord come coercitivo strumento pubblico di controllo collettivo delle nascite, e l’aborto, come legittima scelta individuale della donna, da noi.

Piero Ostellino

Superdelegati decisivi?

Se B.O. (Barack Obama, ndr) dovesse chiudere in testa la stagione delle primarie (...) sarà molto difficile, per i "superdelegati" di partito, preferirgli Hillary alla convention di Denver. Rischierebbero di deludere il nuovo, efferscente elettorato democratico, che in novembre non andrebbe a votare. Allora sì che potrebbe vincere McCain che è, dal punto di vista repubblicano, il miglior candidato possibile.

Beppe Severgnini, Corriere della Sera Magazine

mercoledì 20 febbraio 2008

The Times They're A-Changin'

Un tempo c'era un solo modo per leggere il New York Times: lo compravi, ti sedevi e lo leggevi dall'inizio alla fine. Se non lo leggevi tutto ti sentivi in colpa, e questo è uno dei motivi per cui molti preferivano non comprarlo. Io lo leggo ancora così, ogni mattina dalla prima all'ultima pagina. Ma oggi possiamo finire su Google, imbatterci in un articolo del Times, dargli un'occhiata e andare avanti. Oppure possiamo visitare il sito per controllare l'orario del cinema e leggere le recensioni. Se un temporale blocca la metropolitana possiamo leggere il blog e scoprire in tempo reale quale linea funziona, raccogliendo le notizie che le persone mandano via telefonino dalle stazioni della metropolitana. Sta nascendo un nuovo modo di leggere il giornale e io lo trovo entusiasmante. Ovviamente non ha più senso aspettarsi che la gente lo legga perchè si sente moralmente obbligata.

Ariel Kaminer, Internazionale n. 730

lunedì 18 febbraio 2008

(In)giustizia infinita

So che i magistrati del penale e quelli del civile sono categorie distinte. Ma coloro che difendono l'unicità della carriera dovrebbero forse spiegare ai loro connazionali perchè la prossima udienza di certe cause civili sia stata fissata, in questi mesi, al 2020.

Sergio Romano

Presente, passato e futuro

L'amore dell'innamoramento abbraccia tutto: il presente, il passato e il futuro. Mescola il tempo e lo spazio per cui abbiamo l'impressione di aver amato il nostro diletto anche quando non ci conosceva ancora, anche quando magari stava con qualcuno.

Francesco Alberoni

Aumentano gli studenti (italiani) all’estero

“Dagli imprenditori che sempre più numerosi stanno spostando i propri interessi produttivi e soprattutto commerciali sui mercati internazionali ai tanti giovani che scelgono di intraprendere il proprio percorso di studio e di lavoro al di fuori dai confini patri”, si legge nell’ultimo rapporto Censis per l’anno 2007, “la sensazione che emerge è che flussi sempre più consistenti di italiani stiano ormai indirizzando e riorganizzando le proprie strategie di sviluppo, di business, di investimento all’estero”. E per quanto riguarda in particolare gli studenti universitari? Secondo il suddetto rapporto, ben 38.690 studenti italiani si sono iscritti, nel 2006, in atenei stranieri, prevalentemente in quelli tedeschi (19,9%), austriaci (16,1%), inglesi (13,7%), svizzeri (11,6%), francesi (10,4%) e statunitensi (8,8%). Sul fronte della mobilità internazionale Socrates/Erasmus, invece, nell’anno accademico 2005-2006 sono stati 16.389 gli studenti universitari italiani – provenienti da facoltà linguistiche (19,7%), sociali (13,5%), economiche (10,4%) e ingegneristiche (10,2%) - che hanno usufruito di borse di studio. Non a caso l’Italia si è attestata al quarto posto – dopo Francia, Germania e Spagna – tra le nazioni da cui sono partiti più studenti Erasmus. Ben 92.010, dal 2001 al 2006, solo nel Belpaese.

Addio (ritardato) alle lunghe file in segreteria

I servizi telematici offerti dalle università italiane – prenotazione online degli esami, immatricolazione via web, comunicazioni circa eventuali cambi d’orario delle lezioni – sono davvero un valore aggiunto per gli studenti universitari italiani? O sarebbero meglio le vecchie e lunghe file in segreteria? Di certo, almeno quando ci sono, i servizi telematici sarebbero ben graditi dagli studenti, soprattutto quando permettono di sbrigare alcune pratiche burocratiche da casa propria, senza dover andare per forza in facoltà. Ma ci sono, alla fin fine, questi servizi? E’ quello a cui ha cercato di rispondere un sondaggio realizzato da Studenti.it. I risultati son questi: per il 51% degli intervistati “è possibile iscriversi, pagare le tasse, registrarsi agli esami e contattare i professori, tutto online”; per il 27% “sono disponibili solo alcuni servizi online”; per il 14%, invece, “ci sono servizi online ma non funzionano”; il 6%, dulcis in fundo, lamenta la mancanza totale di servizi online nei propri atenei. Per questi ultimi, a quanto pare, la fila in segreteria sarà ancora la prassi. Ma per quanto tempo ancora?

L’Università “sotto zero”

Qual è l’università più a nord del pianeta Terra? Di certo la University Centre of Svalbard in Norvegia, sita a Longyearbyen, capoluogo di 1500 abitanti dell’arcipelago delle Svalbard, sotto il circolo polare artico. Pensate che ospita ben 300 studenti da tutto il mondo, permettendo loro di studiare sul campo gli effetti (catastrofici) che il riscaldamento climatico sta avendo sull’ambiente. Ma non crediate che la vita accademica, lassù, sia una passeggiata. Anzi. Basti pensare che due volte all’anno è obbligatorio seguire addirittura dei corsi di sopravvivenza, ad esempio per imparare a curare le lesioni da congelamento oppure per evitare spiacevoli incontri ravvicinati con gli orsi polari. Proprio per questo ogni studente deve avere un fucile personale. L’università è gratuita, ma l’inverno (sempre al buio) dura quattro mesi. Per non parlare delle temperature proibitive fino a 50 gradi sotto zero.

Stipendio d’oro per Martin Amis

Se un’università assumesse professori prestigiosi, di certo la sua attrattiva nei confronti degli studenti crescerebbe non poco. Ma è anche vero che i suoi bilanci (magari già in passivo) si assottiglierebbero ancor di più. Basti pensare, ad esempio, all’Università di Manchester, che ha assoldato come professore di scrittura creativa lo scrittore Martin Amis per la bellezza di 3 mila sterline (circa 4 mila euro) l’ora. Per un totale di 28 ore, durante le quali l’autore dovrà tenere 12 seminari post-laurea, quattro lezioni pubbliche e una conferenza per il periodo estivo. C’è da dire, a onor del vero, che anche grazie all’apporto di Martin Amis, il numero degli studenti di scrittura creativa – a fronte di un costo per l’iscrizione pari a 3 mila sterline – è cresciuto da 100 a 150. Ma lo sapete che l’ateneo inglese, per ovviare ai problemi di bilancio, ha deciso però di tagliare 600 posti di lavoro?

Alla ricerca dei pensieri altrui

Vi piacerebbe leggere i pensieri di altre persone, magari per saperne il giudizio – si spera positivo – che hanno su di noi? Forse, a pensarci bene, sarebbe meglio rimanere nel dubbio, anche perché, oggi come oggi, quel sottile velo di mistero non ci ha ancora tolto il gusto di conoscere nuova gente con cui scambiare quattro chiacchiere. E se vi dicessero, invece, che i ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, con l’ausilio di uno scanner e di un computer, hanno trovato il modo di scoprire a cosa sta pensando il nostro cervello? A dire il vero, però, le ricerche sono ancora ai primi passi. Infatti, secondo quanto riferisce il Daily Mail, i ricercatori americani sono riusciti soltanto a carpire i pensieri in risposta ad alcune immagini di edifici ed utensili. “Speriamo”, ha dichiarato la studiosa Svetlana Shinkareva, “di poter identificare non soltanto i pensieri associati a immagini ma anche quelli connessi prima a parole e poi a frasi”.

domenica 17 febbraio 2008

Un amore sul Mississippi

E' uscito l'ultimo album - PICA! - di Davide Van de Sfroos. Ascoltate questa sua dolcissima canzone, dal titolo New Orleans, dedicata all'omonima città americana e a un amore sbocciato sulle rive del Mississippi. Qui sotto il testo in italiano tradotto dal dialetto laghée.


Sei cresciuta in palude, insieme ai coccodrilli e a tuo fratello, mi hai detto che tuo padre ha tre fucili, ma ormai ho un cuore di trenta chili e posso anche farmi sparare…
E io ho comperato un cappello di paglia e una cravatta con le farfalle disegnate… E poi ti ho portato una collana con tutte le perle in fila indiana, la più bella di New Orleans.
E proprio adesso che mi mostri un sorriso, la radio parla di questo cielo che diventa sempre più cupo, e proprio adesso che tieni stretta la mia mano, abbiamo appena il tempo di radunare tre “stracci” e scappare…
E adesso che canzone ti canto, che la chitarra se l’è portata via il fiume, e adesso che canzone ti suono, che la mia tromba l’ha spazzata via il vento, le nostre lacrime sul Mississippi sono difficili da far vedere, le nostra urla dentro l’uragano e queste assenze da lasciar tacere, e come mai piovono aghi da lassù e siamo bambole voodoo trafitte in ogni punto ormai… e tu smettila di piangere amore mio, ti terrò sempre per mano… e ti riporto a New Orleans…
E ritornerà il Carnevale e la paura resterà sul fondo del fiume, e poi la canzone che ho cantato adesso è un fiore soffocato, ma la magnolia lo riavrà…
E io ho un tatuaggio col tuo nome, l’ho fatto alla festa dei cajun, e tu la mia canzone l’hai imparata e non l’hai dimenticata, neanche adesso sotto i tuoni…
E proprio adesso che mi mostri un sorriso, la radio parla di questo cielo che diventa sempre più cupo, e proprio adesso che tieni stretta la mia mano, abbiamo appena il tempo di radunare tre “stracci” e scappare…