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sabato 26 marzo 2011

Il sogno di una cosa (one year later)

26 marzo 2010. È trascorso giusto un anno da quel mio viaggio strepitoso in terra americana (il più bello di tutti) per andare a trovare, insieme al mio amico Giuseppe, due altri amici che stavano studiando a Montreal per uno scambio universitario. Il 2010 è stato ricco di soddisfazioni per me, e per ben due volte ho varcato i confini di quella promised land (gli Stati Uniti d’America) tanto sognata negli anni della mia adolescenza trascorsa in Italia e un po’ in giro per l’Europa. Da quel 26 marzo 2010 ai miei occhi si è spalancato un mondo mai visto prima, in un concentrato di emozioni che in sole due settimane mi ha dato la forza di aggrapparmi a quei sogni che rischiavano di perdersi nel vortice di una routine quotidiana capace di annientarti nell’animo. Guardare indietro a questo 2010 appena trascorso mi fa un po’ male ma mi riempie anche di tanta soddisfazione per aver realizzato due viaggi da sogno nello stesso anno: il primo dei quali, dal 26 marzo al 10 aprile 2010, con uno splendido tragitto on the road da Montreal a Boston fino alla magica New York City. Passeggiando per i viali di Central Park ho cominciato a pensare di voler fare uno stage lì nella Grande Mela, per ritornare a godermi l’atmosfera di una metropoli assaporata solo per due giorni durante la Pasqua più bella della mia vita. E chi avrebbe mai potuto dirmi che qualche mese dopo sarei riuscito a ripartire per New York City per fare uno stage a Rai Corporation? Non c’è che dire: il 2010 è stato un anno indimenticabile e tutto è iniziato esattamente 365 giorni fa, quel 26 marzo 2010 che non dimenticherò mai più!

domenica 27 febbraio 2011

Hey Arianna, can you spare a dime?

Crescono le lamentele nei confronti di Arianna Huffington, la fondatrice dell'Huffington Post recentemente venduto per 315 milioni di dollari al colosso di Internet AOL, per la sua politica di non pagare alcun compenso ai propri collaboratori-blogger. E' nato anche un gruppo su Facebook dal titolo: Hey Arianna, can you spare a dime?

lunedì 21 febbraio 2011

There is always Hope

Un uomo ha ritrovato a New York il suo portafoglio dopo ben 40 anni: dentro c'era tutto tranne i soldi!

Dear blog...

Negli Stati Uniti i giovani stanno lentamente abbandonando la blogosfera: ora Twitter e Facebook spopolano sempre più. Ne parla il New York Times.

domenica 20 febbraio 2011

Stay Hungry, Stay Foolish

Restate affamati, restate folli. Parola di Steve Jobs.

mercoledì 9 febbraio 2011

Lezioni Americane

Andrea Salvadore ci illumina sulle (sei) lezioni che l'America ci ha impartito con l'intervista rilasciata da Barack Obama a Bill O'Reilly di Fox News.

lunedì 7 febbraio 2011

A Brand New Media Universe

Grande fusione negli Stati Uniti tra l'Internet provider AOL e il sito web The Huffington Post. Il primo pagherà al secondo la bellezza di 315 milioni di dollari.

Parking Lot



Qui potete vedere le migliori pubblicità andate in onda ieri durante il Super Bowl.

martedì 1 febbraio 2011

Barbara Bush for Marriage Equality

Barbara Bush, la figlia dell'ex presidente repubblicano George W. Bush, appoggia i matrimoni gay.

Unbelievable!

lunedì 31 gennaio 2011

Natural Born Citizen #2

Negli Stati Uniti c'è qualcuno che ancora non crede alla cittadinanza americana di Barack Obama. Per placare l'attivismo dei cosiddetti birthers, alcuni deputati delle Hawaii hanno deciso di presentare una proposta di legge che impone un pagamento di una tassa pari a 100 dollari per chi volesse una copia del certificato di nascita del presidente. Come andrà a finire?

War on Terrorism #2

Vi ricordate le piante capaci di individuare una eventuale bomba nelle vicinanze? Bene, è arrivata la notizia che il Dipartimento della Difesa americano ha finanziato la Colorado State University, responsabile di questa interessante ricerca, con ben 8 milioni di dollari. Insomma, negli Stati Uniti fanno proprio sul serio!

giovedì 27 gennaio 2011

Natural Born Citizen

La repubblicana Judy Burges vorrebbe introdurre una legge in Arizona che obblighi chiunque voglia candidarsi a Presidente degli Stati Uniti a dimostrare di essere un natural born citizen. Obama potrebbe avere qualche problemino.

It wasn't easy

Il governatore del Minnesota, Tim Pawlenty, ha le idee chiare. Forse sin troppo.

mercoledì 26 gennaio 2011

La febbre degli Oscar

Che il toto-Oscar abbia inizio. Manca giusto un mese alla serata di gala del 27 febbraio al Kodak Theatre di Hollywood, ma con l'annuncio (ancora caldo) delle nomination si comincia già a scommettere sui possibili vincitori e sconfitti di questa attesa 83esima edizione.

Partiamo con la conta dei più nominati. È battaglia aperta tra Il discorso del re (con 12 nomination) e Il Grinta (fermo a 10). Tom Hooper contro i fratelli Joel e Ethan Coen, Europa (o meglio Gran Bretagna) contro Stati Uniti, due pellicole già osannate dalla critica d'oltreoceano che in Italia usciranno tra fine gennaio e inizio febbraio: da una parte la storia del Re inglese Giorgio VI con gravi problemi di balbuzie, interpretato da un Colin Firth in odore di Oscar come migliore attore protagonista, e dall'altra il remake in perfetto stile Coen del film Il Grinta (anno 1969) che valse l'unico Oscar al grande John Wayne.

Chi vincerà la statuetta per il miglior film? A dire il vero la contesa sarà ben più dura, visto che tra gli altri nominati ci sono pellicole come il pluripremiato ai Golden Globe The Social Network diretto da David Fincher e sceneggiato da Aaron Sorkin, il mastodontico (per incassi e costi di produzione) Inception di Christopher Nolan, il misterioso Black Swan (in Italia Il cigno nero) con una conturbante Natalie Portman, il divertente Toy Story 3 (terza volta nella storia di un cartone animato candidato a miglior film dopo La Bella e la Bestia e Up), The Fighter con Mark Whalberg e Christian Bale (candidato come miglior attore non protagonista nei panni di un tormentato allenatore di boxe), il frenetico e ben girato 127 ore di Danny Boyle (escluso però dalla lista dei migliori registi), I ragazzi stanno bene con la coppia di attrici Annette Bening e Julianne Moore (la prima in corsa come miglior attrice protagonista a discapito della seconda), e infine il vincitore dello scorso Sundance Film Festival, Winter's Bone, che magari potrebbe fare la parte del leone come The Hurt Locker nel 2010.

Chi succederà invece a Kathryn Bigelow per la miglior regia? Molti scommettono su David Fincher per The Social Network o su Tom Hooper per Il discorso del re, ma a gareggiare ci sono di nuovo i prolifici fratelli Coen con la loro rivisitazione di Il Grinta, Darren Aronofsky per Il cigno nero e David O. Russell per The Fighter.

A presentare la cerimonia saranno i giovani (e debuttanti) Anne Hathaway e James Franco: quest'ultimo potrebbe anche salire sul palco come miglior attore protagonista per la candidatura nel film 127 ore, ma dovrà vedersela con altri (e ben più favoriti) nominati come Colin Firth per Il discorso del re, Jeff Bridges per Il Grinta, Xavier Bardem per il film messicano Biutiful e Jesse Eisenberg nei panni della Person of the Year 2010 secondo la rivista Time, ossia Mark Zuckerberg protagonista di The Social Network. Peccato che l'Academy si sia completamente dimenticata dell'istrionico Paul Giamatti/Barney Panofsky protagonista nel simpatico La versione di Barney.

Capitolo attrici: tra le migliori protagoniste abbiamo, oltre ad Annette Bening, Nicole Kidman per Rabbit Hole, la futura mamma Natalie Portman per Il cigno nero, l'ex compagna del compianto Heath Ledger, Michelle Williams, per il film Blue Valentine e Jennifer Lawrence per Winter's Bone. Tra le migliori non protagoniste, invece, da evidenziare la superba Jacki Weaver per Animal Kingdom, seguita da Amy Adams e Melissa Leo per The Fighter, Helena Bonham Carter per Il discorso del re e la giovanissima e sorprendente Hailee Steinfeld per Il Grinta. Come migliore attore non protagonista è molto favorito Christian Bale per The Fighter, ma anche Jeremy Renner per The Town diretto da Ben Affleck (uno dei grandi esclusi dalle nomination) e Geoffrey Rush per Il discorso del re. A seguire John Hawkes per Winter's Bone e Mark Ruffalo per I ragazzi stanno bene.

Tra tutte le categorie, i due superfavoriti restano Aaron Sorkin per la migliore sceneggiatura non originale di The Social Network e l'ennesimo capolavoro della Pixar Toy Story 3 per la sezione miglior cartone animato. Gara apertissima, invece, per i candidati a miglior film straniero: in odore di Oscar il danese In un mondo migliore e il canadese La donna che canta (Incendies), ma con buone possibilità anche Biutiful del messicano Inarritu. La statuetta per il miglior documentario potrebbe andare invece a Inside Job (sulle cause della crisi economica mondiale) oppure a Exit Through The Gift Shop sulle tracce del celebre writer inglese Banksy.

Intanto sul web comincia a diffondersi l'amarezza per la mancata (e ingiusta) esclusione di Christopher Nolan dalla cinquina dei migliori registi nonostante la candidatura a miglior film di Inception. Qualcuno già vocifera, scherzando, che Nolan non sia riuscito ad impiantare nella mente dei membri dell'Academy l'idea di autonominarsi come best director. Peccato: sarà per la prossima volta!

giovedì 20 gennaio 2011

50 Years Ago

Il Guardian ripubblica un pezzo scritto dallo storico corrispondente Max Freedman, in occasione del 50esimo anniversario del giuramento di John Fitzgerald Kennedy come presidente degli Stati Uniti d'America. Correva l'anno 1961.

mercoledì 19 gennaio 2011

To be or not to be (American)?

Il governatore delle Hawaii, Neil Abercrombie, non riesce a trovare il certificato di nascita del presidente Barack Obama. Ora sono cazzi!

From China To America

Agli studenti cinesi piace davvero tanto studiare negli Stati Uniti.