10) Grazie a tutti, di Gianni Morandi
martedì 29 dicembre 2009
Musica e Parole 2009
10) Grazie a tutti, di Gianni Morandi
Cristiano De Andrè, nel nome del padre
«Se non hai niente da dire allora stai zitto». Per anni, dopo la morte di Fabrizio De Andrè nel gennaio 1999, Cristiano ha seguito il consiglio del padre. Durante la presentazione alla libreria Feltrinelli dell’album live De Andrè canta De Andrè, il figlio d’arte ha spiegato che ora è pronto a ricominciare dopo un periodo non troppo felice.
to be continued...
Il pittore della solitudine a Palazzo Reale
Edward Hopper firmava le sue opere già a dieci anni. Sin da bambino adorava disegnare, e per esercitarsi copiava dai libri le illustrazioni. La sua arte è protagonista a Palazzo Reale con una mostra promossa dal Comune di Milano e dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York.
to be continued...
Impressioni fotografiche tra Milano e Mosca
«Quando mi trovo in un luogo che non conosco, ho bisogno di cercare un punto di osservazione per poter costruire visivamente un rapporto tra me e lo spazio, per leggere e capire il luogo attraverso la sua forma». E' la poetica del fotografo milanese Gabriele Basilico, come ricorda la mostra Milano ritratti di fabbriche 1978-1980, che raccoglie il primo progetto dell’autore realizzato trent’anni fa nel capoluogo lombardo, e il suo ultimo lavoro dedicato alla capitale russa, Mosca verticale 2007-2008, entrambi in mostra allo Spazio Oberdan di Milano.
to be continued...
Pensieri e Parole 2009
9) Uomo nel buio, di Paul Auster
8) La camorra e le sue storie, di Gigi Di Fiore
7) Italians, di Beppe Severgnini
6) Italiani si diventa, di Beppe Severgnini
5) L'abusivo, di Antonio Franchini
4) Voglio l'America, di Enrico Franceschini
3) Indignazione, di Philip Roth
2) La fortuna non esiste, di Mario Calabresi
1) Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald
Colorado Kid, di Stephen King
"Allora ti confiderò un segreto che conoscono tutti gli uomini e le donne che abbiano lavorato per qualche tempo nell'informazione: nella vita reale, il numero delle storie vere, quelle che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine, va praticamente da zero a zero. Ma se sei capace di dare ai tuoi lettori una sola cosa ignota (due a voler esagerare) e a ficcarci dentro quello che Dave Bowie chiama un per forza, saranno i tuoi lettori a raccontarsi una storia. Straordinario, vero?"
lunedì 28 dicembre 2009
sabato 26 dicembre 2009
venerdì 25 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
La guerra perduta di Marcus
Racconto in prima persona di una morte annunciata, al centro dell'ultimo romanzo di Philip Roth, Indignazione. Storia di conflitti e passioni nell'America anni Cinquanta.
to be continued...
Il volo spezzato di Amelia Earhart
La regista indiana Mira Nair ripercorre la storia avventurosa della celebre aviatrice americana Amelia Earhart. Un’avventura finita in tragedia nelle profondità dell’Oceano Pacifico.
to be continued...
mercoledì 23 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
martedì 15 dicembre 2009
domenica 6 dicembre 2009
sabato 5 dicembre 2009
giovedì 26 novembre 2009
sabato 21 novembre 2009
martedì 17 novembre 2009
venerdì 13 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
martedì 3 novembre 2009
lunedì 2 novembre 2009
giovedì 22 ottobre 2009
Il baco del Corriere, di Massimo Mucchetti
La struttura del capitalismo italiano non ha eguali tra i grandi paesi europei. In Germania, Francia e Gran Bretagna le grandi imprese industriali e dei servizi sono abbastanza numerose da trattare da pari a pari con il sistema bancario. Partecipano al capitale delle banche e ne sono partecipate. In Italia, le grandi imprese sono così poche, e hanno strutture proprietarie così fragili e barocche, in altre parole: così bisognose di aiuto, che l'integrazione tra aziende di credito e società industriali si profila a senso unico. Saranno le banche ad accrescere la loro influenza nelle imprese e non viceversa.
Ma che cosa vuol dire indipendenza per un grande quotidiano nazionale di informazione nell'Italia di oggi? Vuol dire eliminare i conflitti d'interesse tra il giornale e i suoi azionisti con posizioni rilevanti fuori dall'impresa editoriale. O almeno ridurli e governarli con trasparenza.
Il Camorrista, di Giuseppe Marrazzo
"Bisogna togliere alla società, sì, ma in maniera intelligente, astuta. C'è il modo di succhiare miliardi, senza esporsi, senza finire in galera come bene insegnano i ricchi, gli industriali, i commercianti, i signori della politica. E' da loro che occorre apprendere. Una tangente ben posta, un'estorsione, il contrabbando delle sigarette, il traffico della droga, possono produrre pane per tutti".
Il paese mancato, di Guido Crainz
E' da don Milani, non da Marx o da Gramsci, che il movimento studentesco trae la sua definizione di politica: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l'avarizia".
La valanga, di Massimo Gaggi
Ciò che non si era verificato con la caduta delle Torri gemelle è accaduto sette anni dopo quando, a pochi metri di distanza da "Ground Zero", è caduto il "muro" di Wall Street: gli americani che hanno smesso di consumare con allegria, le banche che non prestano più denaro, le imprese che licenziano.
Il declino degli imperi - da quello britannico dopo la Seconda guerra mondiale a quello sovietico rimasto sepolto sotto le macerie del muro di Berlino - ha come elemento centrale una crisi di bilancio, l'improvvisa incapacità di sostenere elevati livelli di spesa.
Il grande Gatsby, di F. Scott Fitzgerald
Non c'è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore.
Passai a New York i miei sabato sera perché quei suoi ricevimenti sfavillanti, abbaglianti, erano rimasti così vivi in me, che udivo ancora la musica e le risate lievi e incessanti che giungevano dal suo giardino e le automobili che continuavano a percorrere il suo viale. Una sera udii un'automobile vera, e vidi i fari fermarsi ai gradini d'ingresso. Ma non andai ad informarmi. Probabilmente era un ultimo ospite che arrivava dall'altra estremità della terra e non sapeva che la festa era finita.
mercoledì 21 ottobre 2009
martedì 20 ottobre 2009
Cronache olandesi #6
In un cinema della catena Pathé! ho acquistato il biglietto (ben 9,50 euro nonostante fosse uno spettacolo del pomeriggio) e mi son visto il film rigorosamente in versione originale con i sottotitoli in olandese. Una grande cosa, molto diffusa nei paesi del nord Europa, che in Italia stenta purtroppo a decollare. Tra l’altro, proprio nell’attesa che i film vengano doppiati, noi spettatori italiani non possiamo vederli il prima possibile. Basti pensare, ad esempio, che a fine agosto, in Olanda, già avremmo potuto gustarci il nuovo film di Quentin Tarantino Inglorious Basterds. Che invidia!
Sempre a proposito di cinema, con Mario abbiamo avuto la fortuna di essere ospitati a casa di un suo amico, Ali, impegnato ad Amsterdam nell’arredamento di un grande albergo in centro. Abbiamo alloggiato nel simpatico palazzo del Silodam, molto simile alle costruzioni Lego. A inizio agosto, proprio vicino casa nostra, ci siamo accorti dell’esistenza di uno stravagante festival del film, Open Air Film Festival, dove ogni sera proiettavano all’aria aperta pellicole indipendenti. Passando di lì mi son fermato a chiedere a una ragazza dello staff quanto costasse l’ingresso. “It’s free”, mi dice la ragazza. Grandioso!
La sera dopo, con Mario, scendiamo per andare a vedere di persona. Quel giorno proiettavano il film francese Louise-Michel, sempre in originale però con i sottotitoli in inglese. La cosa incredibile di questo festival è lo schermo montato su una serie di container messi l’uno sopra l’altro, mentre le poltrone del cinema sono delle sdraio adagiate su un soffice manto di sabbia a mo’ di spiaggia. C’erano tra l’altro anche due auto dismesse che fungevano da sedili per chiunque arrivasse in tempo per il film. Noi, quella sera, ci siamo seduti per terra: un po’ scomodo, ma comunque indimenticabile l’atmosfera respirata in quegli attimi di cinema open air.
Cronache olandesi #5
Amsterdam, insomma, una propria personalità ce l’ha, e già il fatto di vedere tutte queste bici per strada ti dà il senso di una tradizione così forte nella cittadinanza, un indiscutibile segno di progresso e civiltà che permette di far circolare meno auto e di tenersi comunque in discreta forma fisica. Magari Amsterdam non è il centro del mondo come Londra, nonostante la sua società sia ricca di etnie differenti, ma è comunque un’importante capitale europea molto, molto vivibile. E questo è già tanto per i tempi che corrono (vedi, per esempio, Roma o Milano).
Cronache olandesi #4
Cronache olandesi #4
Ma il museo che più mi ha sorpreso, oltre alla straziante casa di Anne Frank, è stato quello dedicato a Multatuli, uno scrittore olandese del XIX secolo, critico nei confronti della politica coloniale e schiavista del suo paese in Indonesia. Sulla guida avevamo letto con Mario della possibilità di entrare gratis, così non potevamo farci sfuggire una tale occasione a buon mercato. Bussiamo alla porta del Multatuli Museum e ci viene ad aprire una signora che in perfetto inglese ci invita ad entrare. A un certo punto ci fa accomodare e inizia a raccontarci la storia di questo Multatuli – che in latino significa “ho molto sofferto”, ma il suo vero nome è Eduard Douwes Dekker – autore del libro Max Havelaar pubblicato nel 1860.
Un’esperienza incredibile dal momento che nel museo ci siamo solo io e Mario con una guida personalizzata completamente a nostra disposizione. Dopo questa iniziale chiacchierata, la signora ci accompagna al piano di sopra dove ci mostra le stanze e gli scritti dell’autore olandese, compresa la poltrona dove morì. Un piccolo museo davvero curioso, anche solo per l’ebbrezza di fare una chiacchierata in inglese con la gentile guida. Da non perdere.
lunedì 19 ottobre 2009
martedì 13 ottobre 2009
lunedì 12 ottobre 2009
sabato 10 ottobre 2009
sabato 3 ottobre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
L'eterna fuga dal Sud
Dal treno che viene dal sud discendono uomini cupi che hanno in tasca la speranza, ma in cuore sentono che questa nuova, questa bella società, questa nuova grande società, non si farà, non si farà.
martedì 29 settembre 2009
venerdì 25 settembre 2009
Il tesoro ritrovato
di Paolo Massa
Terry Herbert ci ha impiegato 18 anni ma alla fine ce l’ha fatta. Con il suo inseparabile metal detector, ha scoperto due mesi fa in una campagna inglese vicino a Lichfield, a nord di Birmingham, un vero e proprio tesoro archeologico risalente – dicono gli esperti – al settimo secolo, e comprensivo di più di 1.500 reperti in oro ed argento. Resti di spade con i rispettivi foderi, elmetti, croci cristiane, pugnali e immagini di animali (in particolare pesci ed aquile): questo ed altro in quella che gli studiosi considerano come la più importante scoperta della storia archeologica britannica, anche più del ritrovamento nel 1939 a Sutton Ho, nel Suffolk, di una camera ardente reale.
Il valore del tesoro anglosassone ammonterebbe a circa 1.6 milioni di dollari, dicono gli esperti. A destare stupore, però, sono le circostanze della scoperta di Terry Herbert, un disoccupato 55enne che nel tempo libero, e per 18 lunghi anni, ha setacciato con un metal detector numerose campagne senza mai trovare niente del genere. La gente gli rideva anche dietro, ha poi raccontato giovedì scorso durante la conferenza stampa al museo di Birmingham, dove i reperti verranno esposti due settimane prima di giungere al British Museum di Londra per gli studi del caso.
Il giorno della scoperta, ha rivelato Herbert, per caso sbagliò a recitare il motto che usava per augurarsi buona fortuna: "Ho questa frase che dico - 'Spiriti del passato, portatemi dove ci sono le monete' - ma quella volta dissi 'oro' invece che 'monete'. Non so perché ma penso che qualcuno mi stava ascoltando".
La ricompensa per il ritrovamento verrà poi divisa tra il signor Herbert e il proprietario del terreno la cui posizione non è stata ancora rivelata per permettere agli archeologi di continuare le ricerche nell’area. Ora, ha dichiarato il fortunato metal detectorist, il sogno è quello di comprarsi un bungalow con i proventi della propria fortuna. Ma c’è da scommettere che la sua lista dei desideri potrà essere molto più lunga.
domenica 20 settembre 2009
Rivoluzione Google
Espresso Book, così si chiama l'apparecchio, è in grado di stampare volumi di 300 pagine, con copertina rigida, in meno di cinque minuti. Un vero prodigio della tipografia, insomma. Ogni testo costerà solo otto dollari, di cui tre serviranno a coprire i costi di produzione: Google ne guadagnerà uno solo, mentre gli altri due dollari verranno donati in beneficenza. La nostra missione è “di rendere più accessibili i libri del mondo”, ha detto Jennie Johnson, portavoce di Google, aggiungendo come “gli utenti potranno ottenere la copia fisica di un libro del quale esistono magari due sole copie in alcune biblioteche del paese, o del quale non esistono più copie”.
I titoli pubblicati prima del 1923, e quindi ormai privi di diritti d’autore, ammonterebbero a due milioni, ai quali potrebbero aggiungersene tanti altri se la società californiana riuscirà a garantirsi la possibilità di stampare libri protetti da copyright ma non più in commercio. L’ultima parola spetterà al tribunale di New York, dopo che Microsoft, Sony e Amazon hanno sollevato la questione di un eventuale monopolio di Google sui libri fuori commercio. Chi la spunterà?
sabato 19 settembre 2009
Classici a misura di Twitter
Prendendo in prestito da Twitter – il social network che permette a chiunque di scrivere sul web, in meno di 140 caratteri, ciò che si sta facendo – la scrittura agile e veloce, il testo riduce in soli 20 tweets mattoni della letteratura come la Divina Commedia. Un esempio dall’Inferno di Dante? «Sto avendo una crisi di mezza età. Perso nella boscaglia. Avrei dovuto portare il mio iPhone». In appena 90 battute eccoti riassunto, con un pizzico d’ironia, il pensiero del sommo Poeta smarritosi «nel mezzo del cammin di nostra vita per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita». Altro esempio? Liberamente ispirato al Paradiso perduto di Milton: «OH MIO DIO SONO ALL’INFERNO».
Ai due giovani autori l’idea è venuta quando erano compagni di stanza all’università di Chicago. In un’intervista al The Guardian, Rensin ha ribadito che Twitterature non dovrebbe essere considerato come una guida ai classici: «Non si può insegnare letteratura inglese con questo libro. L’umorismo è dato già dalla conoscenza delle opere riassunte». Nell’elogiare poi Twitter, e nel difendersi dalle critiche di coloro a dir poco scandalizzati dallo sfruttamento dei romanzi, Rensin chiama in causa anche Martin Lutero: «La gente inorridì quando tradusse la Bibbia dal latino in tedesco per renderla più accessibile. Nessuno poi uccise Lutero, quindi forse siamo al sicuro».
Per chi volesse, intanto, un assaggio del libro, basta visitare la pagina Twitter aperta dai due giovani studenti universitari di Chicago. Buona lettura.
Al Qaeda minaccia la Germania
L’uomo, rivolgendosi poi alla comunità musulmana in Germania, ha consigliato di fare attenzione a girare in strada, durante le prime due settimane dopo le elezioni, volendo così avvertire che un eventuale attentato sarebbe imminente. Criticando la politica estera sia della cancelliera Angela Merkel sia dello sfidante socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, Abu Talha ha aggiunto che se «i tedeschi voteranno per la pace, allora i mujahedeen faranno la pace con la Germania. E con il ritiro dell’ultimo soldato dall’Afghanistan, l’ultimo mujahed lascierà la Germania. Parola di Al Qaeda».
Subito il ministro dell’Interno tedesco, Wolfgang Schäuble, ha ordinato l'incremento delle misure di sicurezza nel paese, specialmente negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.
venerdì 18 settembre 2009
Premio Tenco alla tradizione "Napoletana"
Pubblicato a fine giugno, dopo due anteprime a Madrid e Parigi, l’album «Napoletana» è nato a seguito dei laboratori di Etnomusicologia “Tradizione e cemento” tenuti dal cantante all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Obiettivo del corso: recuperare la tradizione nella civiltà urbana. Per il professore Marino Niola, quella di Enzo Avitabile è «un’antica lezione di musica pitagorica che restituisce ai suoni il loro ruolo di misure arcane che precedono la realtà. Immemorabili antidoti contro i mali del mondo che battono come un tamburo che ti entra dentro e ti lacera». Il musicista ritirerà la targa Tenco durante la rassegna in programma dal 12 al 14 novembre al teatro Ariston di Sanremo.
Il sangue del Sud Italia
Questi uomini del Sud, questi soldati caduti urlano alle coscienze, se ancora ne abbiamo, che le cose in questo paese non vanno bene, dicono che non va più bene che ci si accorga del Sud e di cosa vive una parte del paese solo quando paga un alto tributo di sangue come hanno fatto oggi questi sei soldati. Perché al Sud si è in guerra. Sempre.